Articolo pubblicato su: Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara
“L’adolescenza è quel periodo di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta in cui si hanno un succedersi di cambiamenti ed anche grande disorientamento, a causa delle trasformazioni fisiche e psicologiche che i ragazzi e le loro famiglie devono affrontare
E’ importante sapere che durante l’adolescenza si verificano modifiche strutturali e funzionali a carico di aree cerebrali corticali e sottocorticali, si verifica un fenomeno detto “pruning”. Questi cambiamenti migliorano l’efficienza di elaborazione delle informazioni e la velocità di comunicazione dei neuroni, ma inizialmente gli adolescenti si ritrovano a vivere emozioni intense che molto spesso non sono in grado di gestire e, o comunicare.
Può capitare che emozioni come la tristezza, la rabbia e la preoccupazione, si trasformino in depressione, collera e ansia. Non avendo ancora imparato come gestirle possono mettere in atto strategie disfunzionali come autolesionismo, abuso di sostanze, isolamento, aggressività e ipercontrollo (Pierantoni, 2020).
Dopo il Covid si è visto che il cervello degli adolescenti è “invecchiato” più in fretta, con un'inconsueta maturazione accelerata, più significativa nelle ragazze che hanno visto uno sviluppo cerebrale affrettato in media di 4,2 anni; 1,4 anni in più rispetto all'età anagrafica nei maschi. Lo rivela una ricerca dell'Università di Washington, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
Come detto in precedenza, la corteccia cerebrale si assottiglia naturalmente con l'età, ma diversi studi hanno evidenziato che lo stress cronico e le avversità ne accelerano l'assottigliamento con un rischio maggiore di sviluppare disturbi neuropsichiatrici e comportamentali.
Negli adolescenti l'alterato meccanismo di pruning, quel processo di sfoltimento delle connessioni cerebrali "superflue", potrebbe essere alla base di diversi disturbi neuropsichiatrici. Ed effettivamente dopo il covid, abbiamo assistito ad un preoccupante aumento dei disagi tra bambini ed adolescenti. Quando questo importante processo di “potatura” (pruning) si altera, influisce sul modo in cui le regioni cerebrali funzionano e si parlano. E dato che tale impatto si vede soprattutto nei lobi frontali, non stupisce che vi siano implicazioni per la salute psicologica.
Purtroppo anche la diffusione della dipendenza da dispositivi telefonici e dai social network, non ha facilitato i ragazzi, che secondo alcune ricerche passano anche sei o sette ore al giorno al cellulare. In questa cornice è quindi fondamentale suscitare interessi e rapporti sociali che possano strutturare la personalità.
Fondamentale è il ruolo delle agenzie formative, famiglia, scuola e contesti sportivi che devono essere luogo di incontro e non di competizione. Genitori e insegnanti svolgono un ruolo cruciale nel supportare ragazzi e ragazze durante la delicata fase dell’adolescenza.
I cambiamenti abituali dei comportamenti devono essere un campanello di allarme per i genitori e gli insegnanti, che devono prestare attenzione a tutti i segnali emessi dai ragazzi per cogliere l’insorgere di disagi. Come genitori o adulti di riferimento è utile prestare attenzione ad alcuni segnali, come per esempio le alterazioni dell’alimentazione e del sonno, cambiamenti nella sfera amicale, abbandono delle attività sportive o degli hobbies, isolamento sociale, un calo nel rendimento scolastico o un’eccessiva attenzione alla performance scolastica, uso di sostanze e precoce attività sessuale.
State dunque attenti ai cambiamenti! Gli adulti possono contribuire a costruire ponti di fiducia aprendo un canale di comunicazione che supera barriere generazionali.
Gli adolescenti possono manifestare varie problematiche emotive, comportamentali e relazionali, che possono essere temporanee e risolversi da sole, oppure possono indicare un disagio che richiede interventi specifici. Il disagio che richiede intervento specialistico è quello che accade quando i sintomi si strutturano in un disturbo, persistono nel tempo e ostacolano lo sviluppo, interferendo con il funzionamento normale della quotidianità.
È importante osservare e mettersi in ascolto. L'ascolto attivo implica non solo sentire le parole, ma comprendere il significato profondo di ciò che gli adolescenti stanno esprimendo. Creare uno spazio aperto senza giudizio favorisce un dialogo autentico che può facilitare la condivisione di emozioni. E’ fondamentale coltivare empatia. Gli adolescenti devono sentirsi accettati, capiti, accolti e compresi nelle loro esperienze emotive, anche quando queste possono sembrare irrazionali o sfuggenti.
Articolo a cura della
Dott.ssa Francesca Birello
Psicologa e Psicoterapeuta a Firenze
Psicologa e Psicoterapeuta a Firenze
P.I. 05704670487
Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Toscana n. 4177
Laureata in Psicologia
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